Say When

Say When
Formats:CD Digipack
Tracklist

01. Stay reluctant 07:37

02. Athena amidst the olive trees 08:36

03. Say when 09:05

04. To put it mildly 07:37

05. More than one threshold 06:30

06. Distant peaks 10:16

Credits

All music by Gianni Mimmo and Ove Volquartz

Recorded at Interplay Studio, Milano, Italy on May 9, 2024

Sound engineering, mixing, editing, and mastering by Lorenzo Sempio

Cover artwork by Andrea Montanari

“Collage” from the series “Abstract In Your Home” (2022)

Layout by Davide Lorenzon

Produced by Mimmo, Volquartz

Published by Aut Records

“L’art n’a rien à voir avec les idées. (…) Les idées et l’algèbre des idées, c’est peut-être une voie de connaissance, mais l’art est un autre moyen de connaissance dont les voies sont tout autres : c’est celles de la “voyance”. C’est quand la “voyance” s’éteint qu’apparaissent les idées et le poisson aveugle de leurs eaux : l’intellectuel.” (Jean Dubuffet)

Of course, nothing could be further from the Art Brut than the Apollonian sonic warp of Gianni Mimmo and Ove Volquartz. Here, our focus is on the routes taken by blind fish between sounds and vibrations, their attempts to understand, classify, legitimize themselves.

The sound of ‘Say When’ requires no exegesis, frills, or suggestions. Not even interpretations or images to associate with, emotional crutches. No synesthesia. It is an immanent, absolute, literally objective expression. It requires nothing else. In its existence and presence, it is sufficient unto itself.

By disdaining interpretations and dialogues, Gianni and Ove’s music objectifies sound, breath, timbres, and dynamics, living from the moment in which it is blown. It appears to be a dialogue only because it interweaves voices, like desire, ceaselessly, creating and dissolving forms, clusters of sound, fractals, and embroideries, but it does not presuppose, nor does it require subjects, perspectives, recapitulations.

Cycles of sound, textures, matter that seems to compose itself only to dissolve, a flame that does not consume. It creates emptiness and absence—a clinamen, a deviation that sparks motion and sustains unquenchable tension.

If clairvoyance is forever lost, all that remains, like blind fish, is to abandon classificatory hubris, the anxiety of fresco, to listen to the water (‘How’s the water?’, David Foster Wallace) and take joy in its ripples.”

Andrea Dani

Reviews

All About jazz
by Neri Pollastri

Questo album del duo di ance composto dal sassofonista pavese Gianni Mimmo e dal multistrumentista tedesco Ove Volquartz è dedicato alla memoria del pianista Gianni Lenoci, che con i due artisti (e il batterista Cristiano Calcagnile) aveva registrato Glance and Many Avenues, uscito nel 2013 per Amirani Records. Si tratta di un lavoro di improvvisazione radicale, che mette a frutto da un lato la conoscenza e l'affinità artistica dei due protagonisti, dall'altro il contrasto timbrico tra i loro strumenti.

La musica, cinquanta minuti suddivisi in sei brani, ha complessivamente un carattere quieto e meditativo, anche se non mancano momenti di maggior intensità dinamica o espressiva. Raro, e prevalentemente concentrato nel lungo brano conclusivo, l'uso di stilemi informali —armonici, sovracuti, schiocchi—a favore invece delle note nitide, delle frasi tendenzialmente liriche e degli intrecci dialogici.

Esemplare in questo senso l'iniziale "Stay Reluctant," affresco di ampio respiro dipinto avvalendosi del contrasto tra i toni scuri e graffianti del clarinetto basso e quelli luminosi del sax soprano: i due strumenti si inseguono per tutta la durata del brano, esprimendosi su frasi brevi e ritmiche, sempre in contrappunto. "Athena Amidst the Olive Trees" vede Volquartz al flauto e, di conseguenza, i contrasti si trasformano in sinergia timbrica e l'atmosfera si fa più lirica ed evocativa, pur conservando l'illustrazione ad affresco. Il brano eponimo ha invece una narrazione di gusto novecentesco che vede protagonista il soprano di Mimmo, con il clarinetto contrabbasso di Volquartz a fare un lavoro prima d'introduzione, poi di supporto; notevole il modo in cui il musicista italiano reitera e sviluppa alcuni passaggi e alcune frasi, così da dare al brano una perfetta compiutezza formale.

Ancora incentrato sul forte contrasto timbrico il successivo "To Put It Mildly," con i due strumenti che, dialogando, "graffiano" sulle due ben diverse altezze, mentre "More Than One Threshold" apre con il soprano che si esprime sugli armonici accompagnato dolcemente dal clarone su bassi profondi, un contrasto che si stempera e ritorna più volte nel corso di un dialogo nel quale Mimmo cita anche qualche stilema lacyano. Complessa e affascinante la conclusione, nella quale i "Distant Peaks" del titolo sono le altezze di soprano e clarone che si esprimono sfruttando gli estremi della loro gamma, spesso spingendosi anche oltre, in un percorso comunque sempre poetico e mai meramente virtuosistico.

Come spesso accade nel caso di Gianni Mimmo, un lavoro improvvisativo di straordinaria compiutezza e di grande fascino, che per chiarezza e bellezza può avvicinare all'improvvisazione anche ascoltatori meno adusi al genere.